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18 Ott · admin · No Comments

Il cinema è muto il make-up NO

L’epoca del cinema muto è stata un’epoca preziosa fatta di pellicole inimitabili, con un bianco e nero e una fotografia iconica. Cerone bianco, le labbra scure, intenso makeup sugli occhi erano solo alcuni degli elementi. Le origini risalgono al periodo in cui gli attori erano in scena in teatro ed erano illuminati con le lievi luci a fiamma. Le luci di natura incandescente davano un aspetto più morbido alla scena donando una dominante di colore (giallo/arancio), fascino e poca visibilità. Per questo nasce la necessità per gli attori di applicare una base spessa ed evidente per far sì che i dettagli potessero essere notati a distanza. I problemi per il trucco sono arrivati nel XIX Sec. con l’avvento della luce a gas molto più abbagliante che metteva in evidenza un makeup piatto. Molti attori lamentavano questa moderna tecnica d’illuminazione che eliminava le ombre e per ridurre gli effetti antiestetici della luce a gas iniziarono a miscelare varie polveri con la cera d’api, la lanolina il lardo e lo strutto creando il “Greasy”, trucco molto denso difficile da rimuovere. Ludwig Leichner mise sul mercato i ceroni nella forma a bastoncino che col tempo diventarono ceroni color pelle fino ad arrivare al cinema tra il 1890 e 1900, periodo in cui gli attori perfezionarono l’uso del cerone e delle polveri come dei pittori. La pelle sbiancata e spessa prendeva il nome di diafana o giglio bianco, un forte contrasto lo creavano invece gli occhi e le linee fatte con kohl. La ricerca del giusto makeup apparteneva ad attori e attrici che cercavano di individuare nel proprio make up una caratterizzazione per mezzo dell’ applicazione di baffi, visi bianchi, occhi allungati e sopracciglia bold esagerate.

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